09:15:59 SANTA MARIA CAPUA VETERE. Come era prevedibile ci sono state conseguenze per il ciclo dei rifiuti dopo il rogo allo Stir.
A fare il punto della situazione il presidente della Provincia Giorgio Magliocca.
«Questa mattina alle 5 un principio di incendio ha rischiato di distruggere completamente lo Stir di Santa Maria Capua Vetere – ha spiegato il numero uno della Provincia - Grazie alla prontezza dei lavoratori dell'impianto, l'incendio è stato domato e non vi sono danni tali da compromettere il ciclo integrato dei rifiuti.
Sono necessarie, però, alcune ore di lavoro per liberare la struttura dai rifiuti andati in combustione e per mettere in sicurezza tutto il sistema di vagliatura.
Per questo motivo, insieme al sindaco Mirra e Stella di Santa Maria Capua Vetere e San Tammaro, abbiamo deciso di sospendere temporaneamente il conferimento del "secco indifferenziato" da parte dei comuni e chiesto al Prefetto di convocare ad horas un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza per predisporre un piano di rientro coinvolgendo anche la Regione e i responsabili dell'inceneritore di Acerra».
Preoccupato anche il sindaco di San Tammaro Ernesto Stellato.
«Stamani alle 05.00 è divampato un nuovo incendio nello STIR di Santa Maria Capua Vetere – ha spiegato - Stanno bruciando i rifiuti accumulati in uno dei capannoni che erano pronti per essere lavorati.
Il vento (nostro alleato) sta indirizzando il fumo LONTANO da San Tammaro.
Ma non possiamo sempre sperare nella buona sorte.
Tante le promesse che ci erano state fatte dai rappresentati del Governo in occasione del precedente in incendio, nessuna è stata mantenuta.
Vi invito a vigilare sulla direzione del fumo e a tenere chiuse le finestre».
A quasi un anno dall’incendio del 2018 torna a bruciare lo STIR di S. Maria C.V. Le Associazioni “PASSIONE CIVICA”, “Fermiamo il Degrado Ambientale”, “Fermiamo i Roghi Tossici”, “Adotta la CITTA’, “Comitato Cittadino per la Delocalizzazione dello STIR”, denunciano l’ennesimo attentato alla salute dei cittadini sammaritani e dei paesi limitrofi.
“Sembra assurdo- ha dichiaratol’avv. Raffaele Aveta, portavoce delle Associazioni, che a meno di un anno dal precedente evento incendiario non siano stati presi adeguati provvedimenti per mettere in sicurezza lo STIR.
La nostra attenzione non è calata neppure per un momento con denunzie, segnalazioni, accessi all’impianto, ci chiediamo invece che cosa hanno fatto le Istituzioni deputate a tutelare i cittadini in primis il Comune e la Provincia.
Dopo un estate passata a respirare odori nauseabondi e ad inalare pm. 10 ancora un volta S. Maria diventa protagonista in negativo e i suoi cittadini vittime innocenti di una “mala gestio” che la magistratura può e deve reprimere.
Alla procura il compito di accertare le condizioni di sicurezza dell’impianto, nominare immediatamente consulenti per monitorare il ciclo di lavorazione, reprimere ogni comportamento abusivo. Serve la galera per quanti stanno consentendo lo scempio dei nostri territori.
L’approssimazione e il disinteresse con il quale si trattano le questioni ambientali non sono ormai più tollerabili. Il tempo delle attese e delle promesse è finito! Chiediamo le immediate dimissioni del Sindaco di Santa Maria, del Presidente della Provincia, dei vertici della Gisec.
Due incendi in meno di un anno non sono veramente concepibili. Santa Maria non può diventare la città dei veleni.
I cittadini sammaritani hanno diritto a non piangere sempre più morti per malattie oncologiche legate alla contaminazione delle matrici ambientali” .





