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10:50:47 CASERTA. Caserta è stato teatro di uno dei presidi nazionali del sindacato contro la manovra del governo che a vostro dire punisce nuovamente i pensionati. Antonio Borriello, segretario provinciale dei pensionati della Uil, qual è il problema?

«Questo governo non solo ha colpito per l’ennesima volta i pensionati, ma ha anche annullato con un colpo di spugna una delle conquiste fatte dal sindacato dopo anni di battaglie e, cioé, la rivalutazione del costo della vita. Da uno studio accurato fatto dalla Uil si vede come siano ancora una volta i pensionati a dover far fronte alle esigenze di cassa attraverso misure punitive. Come sindacato non possiamo permettere che ciò avvenga e che siano ancora una volta i poteri forti ad avere il sopravvento».

Parla di poteri forti, un concetto che cozza con quelli che sono i messaggi che arrivano dai leader gillo-verdi...

«Le misure economiche adottate in materia pensionistica fanno sicuramente piacere ai grandi gruppi. Del resto, nonostante l’importante partecipazione che c’è stata al presidio, la cosa non ha avuto praticamente alcuna rilevanza sui media nazionali che sono controllati dai grandi gruppi economici... ».

Una situazione avvilente per il sindacato...

«Il sindacato non abbasserà assolutamente la guardia e, anzi, promuoverà nuove iniziative di lotta per fare in modo di restituire ai lavoratori un diritto che è stato loro negato. Una serie di accadimenti fortunati, che non hanno nulla a che vedere con scelte o abilità dei leader di Lega e Movimento 5 stelle, vedi la vicenda dell’Ilva, hanno permesso a questo governo di bypassare il confronto con i sindacati. Oggi non è più possibile proseguire lungo questa linea nell’interesse del Paese. Da parte nostra faremo capire al governo come la concertazione con le parti solciali sia indispensabile per evitare il collasso».

La flessibilità dei contratti e l’assenza di quello che, un tempo, era il cosiddetto posto fisso modifica quelle che è il mercato del lavoro e la prospettiva di pensione per le giovani generazioni.

«E’ necessario analizzare la situazione facendo dei distinguo. Oggi i giovani altamente specializzati non hanno alcun problema nell’inserimento nel mondo del lavoro e, anzi, riescono ad ottenere anche dei compensi elevati che gli garantiscono un’ottima pensione nonostante tutto. C’è, poi, tutto il mondo del pubblico e del personale delle grandi aziende che, in un certo qual modo si autotutela anche sul piano pensionistico. Il vero problema è rappresentato da quella massa non qualificata che fa lavori precari ed usuranti con un salario massimo di 700 euro al mese. Per loro non ci sono garanzie né di futuro professionale né di pensione. Se non si pone un’argine alle politiche vessatorie nei confronti dei pensionati il divario tra ricchi e poveri crescerà enormemente. Il sindacato è preoccupato fortemente per questa situazione ed è per questo che è impegnato da anni in una battaglia di giustizia sociale che permetta a tutti di avere una dignità lavorativa».

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