MADDALONI. Antonio de Lucia, le è stata affidata una bella ‘patata bollente’: ricostruire Forza Italia e ricompattare un centrodestra diviso oggi in tanti microcosmi alla vigilia delle comunali…

«Una patata, bollente dipende dalle temperature a cui si è abituati, tuttavia la situazione è particolarmente delicata, il centro destra se vuole giocarsela sa che per motivi diversi non può presentarsi con più candidati, in ogni caso la mia priorità è lavorare ad una lista competitiva, fatta di persone che possano dare a vario titolo un valore aggiunto alla città con un mix di esperienza e novità».

Oggi chi sono gli interlocutori di Forza Italia a Maddaloni?

«Sono in Forza Italia dal 1999, ho fatto tutto il percorso giovanile fino ad entrare a far parte in maniera stabile della squadra che rappresenta il partito sul livello internazionale e nella casa del PPE, questa premessa per dire che non considero il partito un bus da prendere all’occorrenza. Nonostante la storia recente, in Forza Italia a Maddaloni ci sono state delle esperienze importati da salvare sia a livello comunale che a livello provinciale, da quelle, dagli iscritti e dai simpatizzanti stiamo ripartendo».

A Maddaloni, come del resto in provincia di Caserta, i grandi partiti sono commissariati: è forse il momento di lasciare il passo all’antipolitica?

«Quando i partiti sono commissariati significa che non si è riusciti a trovare un’autodeterminazione interna, che si riparte da un fallimento della precedente gestione, in pratica l'humus ideale per l’antipolitica, che ancora peggio delle ceneri di un fallimento partitico. Il Partito Democratico ha affidato il commissariamento a Pina Picierno. Forza Italia lo ha affidato a me, credo lo abbiano fatto per continuare a parlare di politica, e sbarrare la porta all’antipolitica».

Una priorità per Maddaloni?

«Spero che chiunque vinca sappia ricreare uno spirito di appartenenza alla città, infondere nei cittadini una piena fiducia, che consenta di lavorare serenamente alla ricostruzione della città, che è ancora in tempo per costruire un futuro all’altezza della sua gloriosa storia».

Tutti i candidati sindaco parlano di fondi europei come risposta alle esigenze del territorio: lei che l’Europa la conosce, come si intercettano questi finanziamenti?

«Credo che ci sia bisogno di un team leader – non necessariamente esterno – una persona che sappia coordinare delle persone che quotidianamente leggano le comunicazioni sui finanziamenti che arrivano in comune dalla Regione, dal Governo Centrale e dalle Istituzioni Europe, scovarne altri, e investano del tempo a studiare, successivamente redigere progetti che possano essere validi, presentati nei tempi e soprattutto completi. Sicuramente su tutto c’è la capacità di indirizzo della giunta. La prossima amministrazione dovrà essere capace di instaurare con i dipendenti un rapporto migliore, un ”gentlemen's agreement” per Maddaloni, un accordo la cui caratteristica essenziale è l'onore e il rispetto della parola».

Ci tratteggia il suo candidato sindaco ideale?

«Una persona che dimostri “attaccamento alla maglia”, che aggreghi il più possibile un'area culturale, una persona che porti quel plus valore che ci consente di arrivare al ballottaggio e giocarcela, a quel punto sarà possibile qualsiasi scenario».